Archivio di settembre 2011

Servizio Baby Sitting

lunedì, 19 settembre 2011

 

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Parto cesareo, presto in Gran Bretagna si potrà scegliere anche senza ragioni di salute

lunedì, 19 settembre 2011

Presto in Gran Bretagna non sarà necessario un parere medico per consentire alle donne di optare per il parto cesareo programmato, in luogo di quello naturale.

Lo stabiliscono le linee guida aggiornate dell’Istituto nazionale per la salute e l’eccellenza clinica (Nice) britannico, riporta il “Telegraph” online, il cui contenuto dovrebbe essere in vigore da novembre.


In Gran Bretagna una donna su quattro partorisce con cesareo, un numero elevato ma ancora modesto rispetto alla percentuale italiana: da noi il 40% di tutti i parti sono cesarei. Il nuovo orientamento del Nice sarebbe dunque quello di cercare di evitare questa pratica, che fra l’altro è più costosa per le casse pubbliche, ma se i tentativi di
convincere la partoriente a procedere naturalmente falliscono, allora le deve essere data la possibilità di optare per un cesareo. La decisione dovrebbe essere formalizzata a novembre

Papà italiani, solo 40 minuti al giorno con i figli

lunedì, 19 settembre 2011

Le mamme lavoratrici italiane trascorrono con i figli in media 85 minuti al giorno, compreso il tempo per la somministrazione dei pasti e considerato anche il tempo libero del weekend; un tempo che per i papà del Bel Paese scende a 40 minuti, 49 se non lavoratori.

Il conteggio è stato realizzato dall’Organisation for Economic Cooperation and Development, che ha messo a confronto i dati raccolti al riguardo sui 21 Paesi più industrializzati.

Secondo la ricerca le mamme che riescono a trascorrere più tempo con i bambini sono le irlandesi, che passano con i figli fino a 150 minuti al giorno, e le australiane, con 137 minuti dedicati ai pargoli. Più indaffarate le coreane, con i loro 31 minuti giornalieri e le ungheresi, con 39 minuti,

La rivincita del relax a tavola: il pranzo recupera 5 minuti

lunedì, 19 settembre 2011

Gli italiani e la buona tavola, l’amore per il convivio e la condivisione di un pasto in famiglia.

Questo ritratto oramai corrisponde a uno stereotipo arrugginito, se è vero che anche le famiglie italiane tendono sempre più a consumare pasti-lampo e a rinunciare a momenti importanti come la prima colazione, optando per un rapido caffè.

Eppure in questo progresso incessante del fast-food si registra finalmente un’inversione di tendenza: a quanto pare per la prima volta dopo tanto tempo il piacere di stare a tavola non solo per nutrirci, ma anche per concederci un intervallo di relax ricomincia a conquistare il suo spazio.

Sulle tavole italiane, infatti, il tempo del pranzo si è allungato di cinque minuti, arrivando a 35 minuti. Lo dice un’indagine dell’Eurisko presentata oggi a Cheese, la rassegna internazionale sulle forme del latte.
Il focus sulla durata dei pasti, contenuto in un ampio studio su analisi e prospettive di consumo dei formaggi dop, condotto con l’Ismea, rivela che lo stare più a lungo a tavola fa parte di uno dei sette comportamenti nello stile alimentare.

Nelle preferenze dei cibi, i secondi e i piatti unici stanno insidiando il primato della pasta e dei primi in genere, c’è meno consumo di carne, ridotto da un italiano su sette, mentre più voglia di alimenti biologici, mangiati da una persona su cinque.
I cibi stranieri sono apprezzati da uno su tre ma allo stesso tempo il 25% mostra diffidenza sull’acquisto di prodotti che “vengono da molto lontano”.

Stirare? Roba da uomini duri

lunedì, 19 settembre 2011

con l’extreme ironing, anche per sistemare la biancheria ci vuole fegato

Dopo i tuffi dal balcone dell’estate scorsa la nuova moda tra le sfide più estreme si chiama “extreme ironing”, letteralmente: stirare in luoghi e situazioni al limite. Il gioco consiste nel trovare un contesto quanto più pericoloso e fuori dal comune, tirare fuori asse e ferro da stiro e farsi riprendere dagli amici. A lanciare il fenomeno, i cui video fioriscono sul web, è stato un ragazzo inglese immortalato mentre stira le sue camicie nel bel mezzo di un’autostrada britannica e le cui immagini sono immediatamente finite sulle pagine del Daily Mail.

In poco tempo i filmati si sono moltiplicati e le “massaie estreme“, come la stampa anglosassone ha definito chi pratica “l’ironing”, si sono fatte riprendere a stirare appese a un costone di montagna, su un ghiacciaio, in bilico su una canoa e addirittura durante un lancio paracadutistico. Il fenomeno ha già preso piede in Giappone, Stati Uniti, Austria e Nuova Zelanda. Persino in Egitto alcuni turisti si sono fatti riprendere in immersione con tavola e ferro in mano mentre finiscono le faccende domestiche a 30 metri di profondità.